UNA CALOROSA ACCOGLIENZA

E allora don, che cosa ti sembra di questa parrocchia?” E’ la domanda che, in questi giorni mi sento rivolgere da più parti e da più voci. È giusto e bello così, anzi (azzardo) guai se non fosse così! E la mia risposta è semplice e veloce: “Se queste sono le premesse, saranno anni stupendi”. La festa dell’accoglienza che mi avete riservato, cari fontesi, miei parrocchiani (ora lo posso dire), è stata una festa stupenda. Tante persone mi hanno stretto la mano con la felicità e la gioia genuina di chi vede nel prete inviato dal Vescovo, la guida necessaria per camminare alla sequela di Gesù. Nei vostri sguardi, sorrisi e strette di mano ho visto e notato la profondità delle radici cristiane che caratterizza le vostre origini.

“Questa festa calorosa”, parola di amici sandonatesi accorsi numerosi, “ha mitigato la fatica di lasciar partire un prete cui eravamo molto affezionati”.

In questo mese di riposo (ho salutato la parrocchia di San Giuseppe di San Donà di Piave domenica 16 settembre), oltre che camminare a piedi dal santuario de La Verna ad Assisi (180 Km in sette giorni), ho iniziato a leggere il libro intitolato “Storia di Fonte” di Gabriele Farronato con la premessa di don Valeriano. Non vi nascondo la gioia e la stima che è sorta in me per ciò che si nasconde dietro i volti, le case, le vie e le contrade di Fonte. Sono pagine ricche di cristianità e quelle radici che in Europa si faticano a riconoscere qui a Fonte sono più che mai vive, generatrici di cordialità, confidenza e impegno.

Incontro e scopro una comunità che ha camminato, guidata da pastori saggi e illuminati che vi hanno fatto essere ciò che mi avete comunicato.

Sono comunque più che mai convinto che il futuro che ci attende non è un futuro facile. Le sfide alle quali la nostra fede cristiana è sottoposta sono grandissime. Ma la cassetta degli attrezzi, gli strumenti per sfidare il futuro, ci sono tutti. E, dato che i 180 km fatti a piedi mi hanno lasciato più di qualche segno, riprendo l’immagine del pellegrino cara alla tradizione biblica. Partiamo con lo zaino in spalla, zaino carico di passione evangelica, carico di confidenza e maturità cristiana. Per camminare verso il futuro non bisogna portare tante cose, altrimenti il peso dello zaino non ci permette di fare strada. Portiamo con noi il Vangelo di Gesù, guida sicura, bussola che orienta, presenza che rinfranca. San Pietro, testimone e custode primo della nostra fede, ci sia compagno di viaggio, lui che ha toccato ed è stato costituito dall’amore misericordioso di Gesù risorto.

Buona strada, don Alberto.